Nel settore ortofrutticolo la scelta dell’imballaggio incide direttamente sulla qualità del prodotto, sulla gestione logistica e sulla percezione finale del consumatore.
Per molto tempo il packaging è stato considerato soprattutto un contenitore: una scatola utile a trasportare frutta e verdura dal campo al mercato. Oggi questo approccio non è più sufficiente.
Le aziende agricole, i confezionatori e la distribuzione chiedono soluzioni capaci di proteggere meglio il prodotto, semplificare la movimentazione, ridurre gli sprechi, comunicare il valore del marchio e rispondere a criteri sempre più rigorosi di sostenibilità.
In questo scenario, il cartone ondulato ha conquistato uno spazio sempre più importante.
Non è più soltanto un’alternativa ad altri materiali. È diventato una soluzione tecnica, commerciale e logistica sempre più strategica per l’intera filiera ortofrutticola.
Il cartone ondulato non è più una scelta secondaria
Negli ultimi anni il cartone ondulato ha guadagnato terreno anche in segmenti dove in passato erano più diffusi altri materiali.
Il motivo è semplice: il mercato richiede imballaggi più leggeri, riciclabili, personalizzabili e capaci di adattarsi a prodotti diversi.
Nel caso dell’ortofrutta, ogni referenza ha esigenze specifiche. Le fragole, l’uva da tavola, gli agrumi, le ciliegie, le pesche o gli ortaggi non hanno lo stesso peso, la stessa delicatezza, gli stessi tempi di conservazione e le stesse modalità di distribuzione.
Il cartone ondulato consente di progettare cassette, plateau e confezioni su misura, scegliendo formati, altezze, aperture, rinforzi, grafiche e caratteristiche tecniche in funzione del prodotto e del mercato di destinazione.
È proprio questa versatilità a renderlo una soluzione sempre più richiesta.
Protezione, resistenza e idrorepellenza
Nel settore ortofrutticolo la sostenibilità è importante, ma non può essere separata dalla prestazione.
Un imballaggio riciclabile, se non protegge adeguatamente il prodotto, non aiuta davvero la filiera.
Questo vale in modo particolare per l’uva da tavola, un prodotto delicato, voluminoso e spesso esposto a umidità, condensa, celle frigorifere, pedane, trasporti e continue manipolazioni.
Il cartone ondulato deve quindi garantire resistenza al peso, stabilità durante la movimentazione e tenuta anche in condizioni operative complesse.
Come evidenziato da Francesco Ungolo, Direttore Commerciale Dedrapack, non basta valutare una scatola solo dal prezzo: “Non conta solo quanto costa una scatola, ma quanto protegge il prodotto…”.
È una sintesi efficace di un concetto centrale: l’imballaggio va valutato dentro l’intera filiera.
Una cassetta poco performante può sembrare conveniente al momento dell’acquisto, ma diventare un costo molto più alto se perde resistenza, crea difficoltà nel trasporto o genera contestazioni.
Sostenibilità reale: materiali, colle, vernici e riciclabilità
Parlare di cartone ondulato significa parlare anche di sostenibilità.
Ma la sostenibilità, nel packaging, non può essere solo un messaggio commerciale. Deve partire dalla scelta dei materiali, dalle colle, dalle vernici e dalla possibilità concreta di riciclare l’imballaggio a fine vita.
Nel settore alimentare, inoltre, la sicurezza dei materiali è un aspetto essenziale.
Le aziende devono poter contare su imballaggi idonei, certificati e coerenti con le esigenze del prodotto. Colle non adeguate, vernici non compatibili o materiali poco controllati possono creare problemi sia nella gestione dell’imballaggio sia nella fase di riciclo.
Per questo la progettazione del packaging richiede competenza tecnica.
Il cartone ondulato può includere carte vergini e carte riciclate, combinate in modo diverso in base alla funzione dell’imballaggio. La carta vergine può essere necessaria per garantire struttura e durezza, mentre l’impiego di carta riciclata consente di migliorare il profilo ambientale e contenere i costi.
Il punto non è scegliere genericamente “cartone”, ma progettare il cartone giusto per l’utilizzo reale.
Packaging e logistica: quando ogni ora conta
Nel comparto ortofrutticolo i tempi sono stretti.
Durante la raccolta, soprattutto nei periodi più intensi della campagna, l’imballaggio deve essere disponibile quando serve, nelle quantità richieste e con le caratteristiche corrette.
Un ritardo nella fornitura può rallentare il lavoro in campo, complicare il confezionamento e incidere sulla continuità operativa dell’azienda agricola.
Per questo il packaging non può essere considerato separatamente dal servizio logistico.
Dedrapack opera come centro di montaggio e presidio territoriale in Puglia, con una posizione particolarmente importante per il Sud-Est barese e per la filiera dell’uva da tavola.
La vicinanza ai produttori consente di ottimizzare tempi, formati, altezze, dimensioni e consegne. In un settore in cui il post-raccolta è decisivo, poter contare su un interlocutore vicino e organizzato rappresenta un vantaggio concreto.
L’imballaggio comunica il valore del prodotto
Il cartone ondulato non ha solo una funzione tecnica.
Oggi l’imballaggio è anche il primo elemento che il cliente vede sul mercato. Per questo incide sulla percezione del prodotto, sull’identità dell’azienda agricola e sul valore commerciale della confezione.
Una grafica curata, un colore scelto correttamente e una cassetta ben progettata possono migliorare la presentazione dell’ortofrutta e rendere il prodotto più riconoscibile.
Nell’uva da tavola, ad esempio, il colore del packaging può influenzare la percezione del grappolo. Il bianco può far risaltare meglio l’uva, mentre alcune tonalità possono alterarne la brillantezza. Anche grafiche più essenziali, con richiami vintage o disegni a mano, possono contribuire a costruire un’identità più forte.
La personalizzazione, quindi, non è un dettaglio estetico.
È una parte della strategia commerciale del prodotto.
Formati più pratici e nuove esigenze di mercato
Il mercato dell’ortofrutta sta cambiando anche nei formati.
Accanto ai plateau tradizionali, cresce la richiesta di soluzioni più piccole, pratiche e leggere. Nell’uva da tavola, il classico 30×50 da circa 7 kg resta presente, ma aumentano le richieste per formati come il 30×40, più rapidi da gestire e più facili da smaltire nei mercati.
Il formato 40×60 viene invece utilizzato anche per contenere confezioni più piccole, da mezzo chilo o da un chilo.
La direzione è chiara: il mercato si orienta verso imballaggi più agili, più funzionali e adatti a un consumo più veloce.
Questa tendenza non riguarda solo l’uva da tavola, ma l’ortofrutta in generale. E richiede una progettazione più attenta, capace di tenere insieme prodotto, logistica, distribuzione e presentazione.
Certificazioni, tracciabilità e gestione documentale
Nel rapporto con il mercato pesano sempre di più anche certificazioni, tracciabilità e processi controllati.
Chi lavora con l’ortofrutta deve poter dimostrare la provenienza dei materiali, la sicurezza delle colle, l’idoneità al contatto alimentare e la conformità dei processi.
La certificazione non è soltanto un documento: è una garanzia per il produttore, per il confezionatore e per la distribuzione.
A questo si aggiungono gli adempimenti ambientali, a partire dal Conai. Ogni imballaggio ha un peso e su quel peso vengono calcolati contributi e responsabilità di smaltimento.
Anche per questo il packaging non è più un semplice costo di acquisto. È un elemento che entra nella gestione complessiva dell’azienda.
Il ruolo di Dedrapack
Dedrapack affianca aziende agricole, produttori e confezionatori nella scelta di imballaggi in cartone ondulato pensati per le esigenze reali dell’ortofrutta.
Grazie alla collaborazione con Ondulor e alla presenza operativa sul territorio pugliese, Dedrapack può offrire soluzioni che uniscono qualità del materiale, personalizzazione, supporto tecnico e rapidità di risposta.
L’obiettivo non è fornire semplicemente scatole.
L’obiettivo è aiutare le aziende a lavorare meglio, riducendo criticità operative, migliorando la presentazione del prodotto e garantendo imballaggi disponibili nei tempi della filiera.
Perché oggi il packaging non è più l’ultimo passaggio della produzione.
È una componente della competitività del prodotto.
Conclusione
Il cartone ondulato è diventato una scelta sempre più strategica per l’ortofrutta perché risponde a esigenze diverse ma strettamente collegate: protezione, sostenibilità, logistica, personalizzazione, tracciabilità e valore commerciale.
Per le aziende agricole e per i confezionatori, scegliere l’imballaggio giusto significa proteggere il prodotto, semplificare il lavoro e arrivare sul mercato con una presentazione più efficace.
Dedrapack lavora ogni giorno in questa direzione: offrire imballaggi resistenti, sostenibili, ben progettati e disponibili quando servono.
Perché una buona cassetta non contiene soltanto frutta.
Contiene il valore di tutta la filiera.
